STORIA   e   LEGGENDA

 

    Prima che, in seguito a una bonifica importante, sorgesse Mezzolara, nel luogo era la Comunità di CAVAGLI  che a propria difesa aveva una fortezza,  purtroppo scomparsa.

    Essendo la bonifica del "luogo"eseguita da un personaggio di nome "Mozularrius",  prese la denominazione  di "MEZZOLARA".

    Era anticamente dominio prebendale degli arcivescovi di Ravenna, che per bonificarlo lo affittarono al Mozolarius.

    Per il possesso della Massa Mozolaria  ebbero luogo lotte con i bolognesi,  finite soltanto quando la grande tenuta passò al vescovo di

    Bologna.

 Nel territorio di Massa Mozolaria, appena bonificata, sorse una chiese parrocchiale che prese il nome di Cavagli (S.Maria di Cavagli).

Quando Massa Mozolaria divenne "centro" si soppresse Cavagli e nello stesso luogo venne costruita la Chiesa di "S.Michele di Mezzolara".

 Nella prima metà del secolo XVI  dal card. Paleotti, primo arcivescovo di Bologna la chiesa venne costituita in Pieve per

l'importanza acquistata. (1)

     La conoscenza della storia antica di questo territorio presenta molte difficoltà per la perdita di molti  documenti impedendo

    di chiarire le tracce dei confini medioevali di quella, che,  fino dal secolo XII venne definita Massa Muzolarii. (2)

    Converrebbe chiarire se il territorio, che nell'alto medio evo, dipese da Cavigli e più tardi si disse Massa Muzolaria e Volpina,

    appartenesse all'Ager bononiensis, oppure all'Ager Claternae.

    Da alcuni indizi sembra di poter arguire che la zona, che divenne Massa Mozolaria, facesse parte dal sec. VII di Claterna, da cui il nome alla Quaderna attuale.

         La confinazione più naturale dell'Ager Claternae era determinata dai corsi delle acque, scendenti dai monti che, in generale, seguivano liberamente una linea inclinata da sud-ovest.

    Il territorio antichissimo tra l'Idice ed il Sillaro che erano liberi dalle arginature appartenne, durante la dominazione romana,

    al cosidetto "agro claternate" .(3) 

    L'Ager (campo) Claternae, a destra dell'Idice antico, doveva avere un Pagus abbracciante diversi funai e che poteva corrispondere al

    Butrium (BUDRIO). E che realmente Budrio, secondo le statistiche descrittive o topografiche di alcuni secoli indietro,

    fosse a destra dell'Idice, ne abbiamo le prove: il geografo Magini, nella sua carta del 1599, segna Budrio a levante dell'Idice. (4)

    Purtroppo non esistono notizie della zona pagense di Budrio precedenti al mille, si può soltanto indicare in modo approssimativo

    i territori a nord del pago budriese che furono "Cavagli" e le sue parti "Massa Mozolarius" e "Massa Vulpina".

    Il nemico di Mezzolara in epoca antica e moderna è sempre stato il fiume Idice con i suoi affluenti di sinistra Savena e Zena.

    Esso scorreva in mezzo ai banchi di arena formatisi ai suoi fianchi e quando le acque ingrossavano questi argini sabbiosi venivano

    aperti o coperti dalla corrente, ne seguivano perciò dannosi allagamenti, fino a che nel 1816 non si eseguì una deviazione a destra

    verso levante presso il Cavedone, con una forte curva, abbandonando l'alveo antico, si scostò da Mezzolara incanalandosi entro la

    bonifica di Durazzo.

    Dal secolo VIII al XII durante la dominazione longobarda e franca la influenza arcivescovile comprendeva tutto il territorio da

   Ravenna a Persiceto e l'arcivescovo ravennate di nome Sergio, nella seconda metà del secolo VIII ebbe Bologna (5) da Desiderio,

   ultimo Re dei Longobardi (756-773), il successore Leone ne continuò il possesso, inducendo così il Sommo Pontefice Adriano I

   (742-795) a lamentarsi di ciò con Carlo Magno (6) dando inizio a non poche vertenze per il   possesso questo  dominio.(6) 

   Sotto Ottone III (938-1002, vennero concesse agli arcivescovi di Ravenna ampie dominazioni e Bologna vi rimase compresa non solo

   per la parte spirituale ma anche per quella temporale.

Nel 1106 però con il concilio di Guastalla, alla giurisdizione di Ravenna venne

   sottratta la diocesi di Bologna, conservò però il dominio temporale del territorio confinante con Ravenna fino a Massa Mozolaria

   dipendente da Cavagli.

Nel 1114 il populus et homines de Cavagli a cui era annessa Mozolaria giurarono obbedienza al senato di

   Bologna e Massa Mozolaria addivenne possesso per ordine pontificio (Sommo Pontefice Pasquale II) della diocesi di Bologna

   confermando il 2 marzo 1114 alla chiesa bolognese i suoi beni compresa la Massa menzionata "concedimus Massam Mozolarii" (7).

   [La definizione di Massa a quei tempi definiva una raccolta di Mansi o di fondi uniti che corrisponde a (tenuta).]

   L'esistenza di Massa Mozolaria nel secolo XII è confermata dalla sua appartenenza alla unità amministrativa di Cavagli.

   La ribellione di Cavagli e per conseguenza di Mezzolara che ne era parte, avvenne il 14 marzo 1135. Nel documento di sottomissione

   a Bologna (8) il  "populus et homines de Cavagli" coprirono il loro atto preoccupandosi di attenuarne la determinazione 

   aggiungendo" salvo onore et dominio dei nostri Archiepiscopi Ravennatis ". 

   E' dunque evidente che fino verso la prima metà del secolo XII, Cavagli e il suo territorio era stato alla dipendenza dell'arcivescovo

   di Ravenna e del suo Ducato, che per il governo di quella zona (compresa Mezzolara) si serviva del Visconte di Argenta (9).

   L'atto di obbedienza a Bologna che fu una ribellione alla autorità costituita, pare che non si sia poi realizzata,

   perchè dall'enumerazione ufficiale delle comunità bolognesi del 1223 non compare Cavagli e le sue dipendenze di Massa Mozolaria

   e Volpina (10) che ora formano la parrocchia di S.Michele di Mezzolara, ed a conferma in un atto compiuto il 3 settembre 1270

   dall'arcivescovo Filippo di Ravenna, il quale a mezzo del notaio Pietro Cazzaluna di Bonincontro, nominò Visconte di Argenta

   il marchese Obizzo II d'Este perchè curasse la disciplina e l'ordine in quella regione essendone ribelli i cavagliesi ed i mozolaresi

   dipendenti da quella viscontea.

   L'evoluzione della storia della nostra comunità è strettamente  legata, come del resto quella italiana ed europea, alla influenza

   clericale inserita fortemente nella gestione civile, ecco perchè volendo cercare un filo logico nella storia di Mezzolara non si può

   prescindere dalle vicissitudini della chiesa di S.Michele Arcangelo, alias S.Maria, alias Cavagli.

   La prima notizia nota di S.Maria di Cavagli è dell'anno 970, in cui in un atto di permuta si legge:

   "Sancta Maria que vocatur in Cavaglis" (11).  E che almeno dalla seconda metà del secolo XII fosse nella diocesi bolognese si può

   apprendere dagli annali camaldolesi in cui, sotto l'anno 1185 si trova notato:

   "in comitatu bononiensi jus habetis in Ecclesiam Sancte Marie de Cabaglis"

   I cataloghi ecclesiastici del secolo XIV la notano sotto il plebanato bolognese di S.Martino in Argine:

   "ecclesia sanate Marie de Cavaglis, alias de Mozolaria, erat manualis Abbatiae Sanctae Mariae de classe de Ravenna"(12)

     Il compilatore del documento del 1408 citato, viene a confermare che a Cavagli "nome primitivo del luogo in oggetto" successe

   Mezzolara. L'antica e vecchia chiesa parrocchiale di S.Maria decadeva e veniva sostituita da un'altra dedicata a S.Michele Arcangelo

   continuando ad appartenere alla giurisdizione di S.Martino in Argine.

   Poichè l'attuale chiesa di S.Michele è la seconda (anche rmaneggiata nel secolo XVII ), non è possibile sapere a quando risale,

   ma si sa che fino al secolo XV Massa Mozularia formò comunità e parte amministrativa con il castello di Cavagli.

   Esso con la sua distruzione di fatto e di nome lasciò il varco alla nuova denominazione di Meggiolara, Muzolara e di Mezzolara

   che venne dal nome di una parte importante del territorio cavagliese quale fu "Massa Muzolarii"

                      

 

 

                                              IL NOME

                    Prosecuzione delle ricerche per analizzare la

                                denominazione del luogo

 

    Il nome locale a volte è il codice che ci permette di risalire

    alle origini del luogo o alle trasformazioni operate dall'uomo

    su quel territorio nella difesa dalle forze

    naturali avverse e nella ricerca di una migliore qualità

    di vita. Ma quando il toponimo non ci offre questa

    chiave e manca ogni documentazione, talvolta

    subentra, con immaginose ipotesi, la fantasia dei nostri avi

    più o meno lontani.

    E' questo il caso del toponimo MEZZOLARA : su

    un'interpretazione poetica, ma falsa, del suo significato,

    si costruì, a metà dell'ottocento, un bellissimo stemma

   dove due covoni di grano dorato campeggiano in un'aia verde

   (in mezzoall'ara),  interpretazione falsa

    se la consideriamo filologicamente e   semanticamente,

    ma che rispecchia ed esalta la reale fertilità duramente

    conquistata della terra Mezzolarese. Nel settecento,

    Floriano Malvezzi suppone l'appellativo derivato dai

    gentilizi  Metius e Ollius

    (quindi da una gens Metia e una gens Ollia), oppure da  

    Metia Ollaria  (intendendo Ollaria sinonimo di columbaria,

     sepolcri), sepolcri della gens Metia,  il desiderio di nobilitare

     il nome riferendolo ai romani è grande,

     ma nulla la credibilità di tale contorta ipotesi. Poichè in

     un documento del 1114,

     con cui un Pontefice conferma alla chiesa di Bologna la

     donazione di alcune terre, è nominata la

     massa Vulpini et Mozolarii ,  l'ipotesi più attendibile

     ci pare quella che fa derivare il toponimo Mezzolara da

     Mozolarius, nome o soprannome di un personaggio

      a cui un arcivescovo Ravennate avrebbe concesso

     in enfiteusi la Massa per renderla asciutta e quindi

     coltivabile. Da Mozolarius, la Massa del Mozolario

     fu detta Mozolaria, Mezolaria, Mezolara, Megiolara

     ed infine Mezzolara. Questo appellativo cominciò ad

     essere in uso comune soltanto dai primi decenni

     del quattrocento in sostituzione di Cavagli, riferito nei

     documenti antichi non solo alla grande comunità

     di cui Mezzolara era parte, ma a Mezzolara stessa, la

     quale, tra il duecento e il trecento, era già un piccolo

     centro demico.

     A confermare l'affermazione, ecco uno statuto del comune

     di Bologna dell'anno 1250  : 

      Le indicazioni toponomastiche per precisare la strada

     che conduce a Cavagli non lasciano dubbi :

     il toponimo indica Mezzolara, e non la più grande Cavagli

      verso Durazzo.

     Dice l'ordinanza Comunale: Poichè nella strada che passa

      attraverso Mingarano di Sotto,

      per mezzo della quale si raggiunge Cavagli e Dugliolo,

      vi sono buche ed avvallamenti,

      stabiliamo e ordiniamo che dalla comunità di Budrio si

      scavino per la profondità di un piede e mezzo i fossi che

      sono da una parte e dall'altra della via e si getti la terra

      sopra la strada che va da Mingarano di Sotto all'Ospizio

      del Volpino, così che si riempiano le buche

      e si sistemino gli avvallamenti. La strada è chiaramente

      identificabile con l'odierna Viazza, che giungeva

      all'Ospizio presso l'Idice, nel centro di Mezzolara,

      prima della deviazione del torrente avvenuta nel 1816;

      essa, divisa ora dall'Idice in via Viazza destra

      e Viazza Sinistra, passa attraverso la località

      di Mingarano.

NOTE:
(1) Da Can.R. DELLA CASA Socio corrispondente di Storia e Patria (da cui estratto il sunto)

(2) SAVIOLI:Annali Bolognesi,I, II, pag.152 (Documento XDIV).

(3) BORMAN: Corpus Inscriptionun Latinarum, 126-28

(4) E RAPPINI:La prima carta geografica a stampa del bolognese e le sue fonti ((Archiginnasio anno XVI nn.46, P.133.

(5) AGNELLUS: Vita Sergii (Script.R.Long. p.380

(6) "Monumentia germ":Codex Car. ep:49,p.568

(7) Savioli: Annali Bolognesi, I, II, p. 152 (Doc.94)

(8) Annali Bolognesi, I, II, 187 (doc. del Cod.)

(9) SARTI: De claris Archigymnasii professoribus, II, p, 57

(10) Savioli: Annali bolognesi, III, II, p. 51-54

(11) MITTARELLI: Annales Camaldulenses, an. 1185

(12) ARCHIVIO cit, doc, cit

Per approfondimenti si invita a visionare le edizioni da cui sono tratte le informazioni per questo sito
Mezzolara appunti per una storia(Fedora Servetti Donati)
Mezzolara nello specchio del tempo(Comitato Fiera)
Andando per botteghe(Gruppo cittadini di Mezzolara)

 

                   

                           VILLA RUSCONI             

                               PER AMMIRARE GLI AFFRESCHI INTERNI DELLA VILLA, LA LOGGIA E LE SALE CLIKKA QUI

   Spicca rossastra in mezzo al verde degli alberi con l'apparenza

   suggestiva di un castello medievale la Villa Rusconi, oggi

   proprietà del comune di Budrio; è ora in via di restaurazione

   grazie all'interessamento pressante di alcuni cittadini

   Mezzolaresi. La struttura base della villa, alla quale,

   attraverso i secoli sono state apportate varie modifiche,

   è del tardo Quattrocento; già agli inizi del Settecento,

   quando era di proprietà della famiglia Magnani, appariva

   ampia e fastosa, con la torre che la sovrasta e l'arioso

   portico antistante l'ingresso.Verso il 1840 fu coronata

   di merli e vi furono aggiunte ornamentazioni che ne

   alterarono l'aspetto originario. Presso la villa sorge

   il piccolo oratorio di S.Ninfa (secoli XVI-XVII).

 


              

             Alcuni reperti all'interno della chiesa

         S.Michele Arcangelo (1200)   a Mezzolara

 

      

    Madonna del Rosario  1612                 Altare Maggiore

         di Denys Calvaert                      " San Michele Vittorioso"

                                                               Della scuola dei Gandolfi           

     

    Pietà di ignoto Secolo XVII       Paliotto a disegno floreale

                                                con ai lati gli stemmi dei

                                                  Fabbri e degli Sforza

  

     Particolare del Paliotto con

 S.Michele Arcangelo che sconfigge

                 Lucifero


 

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                        Via Principale, Giorno di festa  Anno 1902

                            

                            

                            

                         Particolare di una parte della riviera del

                          Fiume Idice a levante  Anno 1717

                            

                            

                             

                        Villa dell'Imperatrice Eugenia Bonaparte di

  Montijo in completo abbandono per

incuria delle sedi competenti

 

                            

 

                            

                              (Villa Bonaparte)lo stemma imperiale

                          Napoleonico sulla facciata della palazzina.

                            VILLA BONAPARTE    

   Quasi nascosta fra gli alberi che tentano di velarne un

        poco la decadenza, ci appare una palazzina in stato di

     abbandono, a due piani, fiancheggiata da un lungo edificio

     a cui si appoggia una torre colombaia: è questo il fatiscente

     complesso di quella che un tempo fu la villa Bonaparte

     (ora proprietà Benni), disabitata,con alcune parti in rovina.

     Il nome prestigioso che ancora porta, l'imperiale stemma

      napoleonico che spicca candido sul muro rossastro e screpolato,

      ultimi segni di un passato fastoso, sono in stridente contrasto

con lo stato attuale di rovina. Dieci anni or sono si parlò di

     restauro, qualche lavoro fu iniziato nella palazzina,

      poi tutto fu abbandonato; la speranza di un recupero,

      allora balenata, si è spenta.


                             

                               

                                       PALAZZO SFORZA

        Benchè in grave decadenza, disabitato e chiuso, questo

        massiccio palazzo conserva ancora una certa imponenza

        dovuta alla sua mole. La costruzione,iniziata nel cinquecento

     dalla famiglia del ramo bolognese degli sforza che qui

        possedevano terre, non fu mai terminata; il vasto impianto

        di base attesta la grandiosità che l'edificio avrebbe dovuto

       raggiungere. A confermare la partecipazione degli Sforza

        alla vita della comunità mezzolarese resta il loro stemma,

        che appare accanto a quello dei Fabbri, nel paliotto del primo

        altare a sinistra entrando, nella chiesa parrocchiale.

        Dai beni terrieri degli Sforza è derivato il nome della

             strada comunale che va dalla via Dugliolo alla via Schiassi.


                              

                            

                              OSPIZIO DEL VOLPINO

  L'edificio un tempo sede dell' Hospitale de

  Vulpino, (Ospizio del Volpino), sorse a

  sinistra dell'Idice  sulla strada che

  attraversava la Massa Vulpini nota fin dal

  secolo XII .

  La forma attuale risale, con molti

  rimaneggiamenti al Quattrocento.

  I documenti medioevali lo chiamano

  "Hospitale del Vulpino", la sua funzione è

  da ricercarsi nel Medio evo dove la pietà per

  i viaggiatori e per la custodia dei varchi dei

  torrenti fu esercitata largamente. Con le

  beneficenze, alle volte cospicue lasciate da

  benefattori si fondarono presso i passaggi

  dei corsi d'acqua, istituti di accoglienza.

  "Hospitia  peregrinorum

 


                         

                                            S.Michele Arcangelo

 

                                 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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